Le Origini
La Masseria
- 1566 – Prime attestazioni cartografiche della Masseria nell’area oggi nota come Valle d’Itria.
- Secoli XVII–XVIII – Consolidamento dell’insediamento rurale: coltivazioni, muretti a secco, raccolta dell’acqua piovana nelle cisterne.
- Ottocento – Sviluppo della vita agricola: vigneti, uliveti, piccoli allevamenti; la masseria come centro di lavoro stagionale.
- Prima metà del Novecento – Continuità contadina e manutenzione dei trulli e delle lamie.
- Seconda metà del Novecento – Progressiva trasformazione delle funzioni: dalla sola attività agricola a luogo di residenza e memoria.
- Restauri recenti – Recupero rispettoso degli elementi originari e valorizzazione dell’identità architettonica.
La Masseria parla il linguaggio della pietra: trulli con struttura conica a secco, lamie a volta, aia per la battitura dei cereali, cisterne e canalette per l’acqua. Ogni elemento nasce da necessità concrete e da un sapere condiviso nei secoli.
La storia documentata della Masseria Semeraro affonda dunque le sue radici almeno al XVI secolo, come attestato dalle antiche cartografie, segno di un insediamento rurale di grande rilievo per il territorio. In un’epoca di trasformazioni agricole e sociali, la Masseria ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità contadina, accogliendo sotto il suo tetto famiglie, braccianti e animali, e custodendo la memoria di antichi mestieri tramandati di generazione in generazione.
La posizione della Masseria, strategica e immersa in una campagna generosa, favorì la coltivazione della vite, del grano e dell’olivo, prodotti che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e l’economia del comprensorio di Locorotondo. Le pietre bianche con cui è costruita la Masseria rivelano la sapienza delle maestranze locali, capaci di adattare la tecnica dei trulli a edifici di più ampia dimensione e funzione.
Passeggiando tra i cortili e gli ambienti della Masseria Semeraro, si possono riconoscere le tracce di secoli di vita rurale. Il corpo centrale, imponente ma armonioso, era circondato da stalle, depositi per il grano, ovili e piccole abitazioni per le famiglie dei braccianti.
Passeggiando tra i cortili e gli ambienti della Masseria Semeraro, si possono riconoscere le tracce di secoli di vita rurale. Il corpo centrale, imponente ma armonioso, era circondato da stalle, depositi per il grano, ovili e piccole abitazioni per le famiglie dei braccianti.
Dalla primavera alla vendemmia, il ritmo della campagna scandiva le giornate: si potavano i filari, si mieteva al sorgere del sole, si condivideva il pane sotto i pergolati. La vendemmia era una festa operosa: ceste intrecciate, mani macchiate di mosto, canti che riempivano i cortili. In autunno l’attenzione si spostava sugli ulivi: reti stese, brucatura paziente, frantoi in attività fino a notte. Sono gesti antichi che hanno plasmato la Masseria Semeraro e il paesaggio della Valle d’Itria.
Nella Masseria è presente una piccola Cappella, tuttora consacrata, che per secoli è stata riferimento per la celebrazione domenicale di tutta la comunità della Contrada. Ancora oggi è possibile celebrare la Santa Messa o altre funzioni religiose.




